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La riproduzione all'aperto

Dalla deposizione delle uova alla schiusa delle uova all'aperto

Medaka
La riproduzione all'aperto

LA RIPRODUZIONE ALL’APERTO: DALLA DEPOSIZIONE ALLA SCHIUSA

Quando arriva la bella stagione e i pesci tornano attivi, prima o poi ci si trova davanti a una scelta: lasciare che la natura faccia il suo corso, oppure intervenire, raccogliere le uova e gestire la schiusa in modo controllato.

Entrambi gli approcci funzionano, dipende da cosa vuoi ottenere. Se il tuo obiettivo è mantenere una popolazione sana nel minipond senza troppi pensieri, puoi lasciare che i pesci si riproducano da soli. L’unica accortezza è che i medaka mangiano i loro piccoli quando sono appena nati, quindi servono molti nascondigli, piante dense, alghe, qualsiasi cosa dietro cui un avannotto minuscolo possa sparire. Più rifugi ci sono, più piccoli sopravvivono.

Se invece, come nel mio caso, vuoi migliorare le linee e selezionare i riproduttori, devi raccogliere le uova e tenerle separate. Altrimenti tutto il lavoro di selezione si perde nel momento in cui rimetti tutto insieme.

medaka nel minipond in primavera

LE CONDIZIONI PER LA RIPRODUZIONE

Perché i medaka inizino a riprodursi servono due cose: almeno 12 ore di luce al giorno e temperature primaverili. Le due condizioni, nella maggior parte d’Italia, si verificano più o meno insieme, indicativamente tra fine marzo e metà aprile. Nella mia zona, a Milano, mi riferisco a notti che non scendono sotto i 10 gradi e giornate che arrivano intorno ai 18 gradi. Non è una formula matematica, è un’indicazione di massima.

I pesci possono essere già riproduttivi a due mesi di età, quindi non serve aspettare che siano particolarmente grandi o vecchi.

Il segnale che mi avverte che le condizioni ci sono non viene da un termometro, viene dai pesci stessi: quando comincio a vedere i maschi che inseguono le femmine in modo insistente, so che nel giro di qualche giorno troverò le prime uova. È il segnale più affidabile che ho.

Una cosa da sapere è che le prime uova della stagione hanno spesso una percentuale più alta di ammuffimento, ed è normale. Il clima di aprile è instabile, con piogge, a volte grandine, e sbalzi termici che non aiutano. Non c’è nulla di sbagliato nei pesci o nel minipond, è semplicemente un periodo di rodaggio.


COME DEPONGONO LE UOVA

Il corteggiamento viene spesso descritto come un’attività esclusivamente mattutina, all’alba. Dalla mia esperienza posso dire che il mattino è il momento più probabile, ma non esclusivo, l’ho osservato anche la sera. Non c’è una regola ferrea.

Il maschio insegue la femmina e le nuota a fianco avvolgendola con le pinne in quello che si può definire un abbraccio. In quel momento avviene la fecondazione: la femmina espelle le uova e il maschio rilascia lo sperma nell’acqua nello stesso istante, così le uova vengono fecondate direttamente nell’acqua. Non è come nei guppy, che hanno un vero e proprio organo per la fecondazione interna. Nel medaka la pinna anale del maschio è leggermente più grande e ha una forma più geometrica rispetto a quella della femmina, serve come aiuto per tenerla vicina durante l’abbraccio.

medaka in accoppiamento

Dopo l’accoppiamento, la femmina nuota con un grappolo di uova attaccate sotto alla pancia grazie a dei filamenti adesivi. Durante la giornata le depositerà su qualsiasi superficie trovi: piante, alghe, mop.

Io uso i mop per questo motivo: è molto più comodo spostare un mop che cercare le uova tra le piante e le alghe del minipond. Ma se non hai necessità di raccoglierle e schiuderle a parte, puoi tranquillamente fare a meno e lasciare che le attacchino dove vogliono.

Un’altra cosa che ho osservato riguarda l’estate. Quando le temperature non scendono sotto i 30 gradi neanche di notte, la riproduzione tende a calare o fermarsi. Se però arriva un temporale che abbassa la temperatura e crea uno sbalzo termico, è quasi certo che il giorno seguente troverò le femmine con le uova. Il cambiamento di temperatura sembra dare uno stimolo alla riproduzione.

medaka gemmina con uova

L’INCUBAZIONE

Io non raccolgo le uova una per una, sarebbe un lavoro infinito. Quando vedo che il mop ha uova attaccate, lo sposto direttamente in un altro contenitore, almeno 8-10 litri, con qualche pianta e, se possibile, dell’acqua verde. L’acqua verde non è un problema, anzi, per gli avannotti è una risorsa preziosa.

Ogni due o tre giorni do un’occhiata per vedere come si sviluppano le uova. Se noto qualcuna ammuffita, la lascio lì. Ho imparato nel tempo che un uovo andato a male non necessariamente contagia quelli vicini, nella maggior parte dei casi i grappoli arrivano a schiusa con solo un paio di uova non buone e il resto perfettamente sano.

I tempi di schiusa cambiano molto con la temperatura: in primavera ci vogliono circa 10-14 giorni, in estate bastano 7 giorni circa. In questa fase c’è davvero poco da fare se non aspettare.

uova di medaka in incubazione

LA SCHIUSA E I PRIMI GIORNI

Col passare dei giorni è possibile seguire lo sviluppo dell’embrione guardando le uova. All’inizio sono di colore ambrato uniforme, poi compaiono i primi segni di vita: due puntini neri che sono gli occhi. Poi si distingue il corpo, e infine, come ultima cosa, si sviluppa l’iride argentata degli occhi. Quando vedo l’iride argentata so che la schiusa è imminente.

Le uova non schiudono tutte insieme perché non sono state deposte tutte nello stesso momento, quindi la schiusa è scalare nel tempo.

Gli avannotti nati all’aperto li gestisco in modo molto diverso da quelli nati in casa. Non li alimento, almeno per la prima settimana o i primi dieci giorni. Ho notato che, se il contenitore è abbastanza grande e l’acqua non è completamente trasparente, trovano da mangiare da soli, microorganismi e tutto quello che prolifera naturalmente in un’acqua viva, sostanzialmente sono i microorganismi che andiamo ad introddurre quando somministriamo infusori e quando prendiamo del muschio dall’esterno nella schiusa in casa. Ho anche notato che quando provo a dare loro il cibo in polvere preferiscono comunque altro, almeno nelle prime fasi. Se il contenitore è adeguato, non c’è nulla di cui preoccuparsi. Con il tempo inizieranno a mangiare anche la polvere.

avannotti di medaka appena nati

LA CRESCITA E IL REINSERIMENTO

Io tengo sempre gli avannotti separati dagli adulti, sia durante la crescita che quando sono fiventati ormai adulti, rimescolarli significherebbe vanificare il lavoro di selezione. Ma se non hai questo obiettivo, il criterio per il reinserimento è semplice: si valuta a occhio quando i piccoli sono abbastanza grandi da non essere più predati dagli adulti. Indicativamente si parla di tre settimane, ma può volerci anche un mese abbondante, dipende da quanto crescono in fretta.

Se il tuo obiettivo è mantenere la popolazione del minipond stabile nel tempo, basta fare una o due schiuse all’anno. Indicativamente ti ritroverai con una ventina di pesci nuovi a ciclo, che è più che sufficiente per rinnovare la vasca senza ritrovarti sommerso.

Una nota finale che vale la pena fare riguarda la differenza tra pesci cresciuti all’aperto e pesci cresciuti al chiuso. La differenza è davvero notevole, sia nella velocità di crescita che nei colori. I medaka cresciuti all’aperto sviluppano colori molto più intensi, e non è raro vedere pesci che hanno passato cinque o sei mesi al chiuso cambiare aspetto in modo evidente una volta portati fuori, diventando più scuri e più saturi. È una delle cose che mi piace di più di questo modo di allevarli.

medaka adulti nel minipond

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